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I PRINCIPALI NEMICI DELLE NOSTRE PIANTE

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I PRINCIPALI NEMICI DELLE NOSTRE PIANTE

Messaggio  andrea 55 il 9/3/2013, 15:45






IL TERRIBILE RAGNETTO ROSSO


Le due specie di ragnetto rosso Panonychus e Tetranychus
Il ragnetto rosso è un acaro o un aracnide caratterizzato da dimensioni molto piccole, comprese tra
0,5 millimetri per le femmine e ancora meno per i maschi. Il corpo di questo parassita è colorato di rosso nello stadio adulto, mentre nello stadio giovanile, di giallo o arancione. Ai lati del dorso si distinguono delle setole di colore bianco chiamate tubercoli, non presenti nella specie Tetranychus. Il ragnetto rosso si riproduce in modalità ovipara tramite deposito di circa cento uova all’anno. Le uova vengono fecondate in inverno, per poi svernare nel periodo primaverile o estivo. Lo stadio larvale del ragnetto rosso è nella forma di neanide. Gli esemplari adulti e le larve si nutrono del margine superiore e inferiore delle foglie e dei germogli della pianta colpita. Il loro apparato boccale è appuntito e consente di pungere le parti vegetali infestate per succhiare le sostanze nutritive della pianta.L’infezione da ragnetto rosso si manifesta principalmente sulle foglie, che si decolorano improvvisamente sul margine superiore assumendo una colorazione simile a quella del bronzo. Questo stadio porta al loro disseccamento e alla conseguente caduta precoce. Sul margine inferiore si può assistere alla necrosi del tessuto vegetale o alla comparsa di macchioline biancastre pulverulente dovute ai residui e agli escrementi della larve, segno dell’avvenuta colonizzazione da parte dell’acaro. Su alcune piante, l’infestazione si concentra si bordi del margine fogliare, che appare come se fosse bruciato. L’infestazione da ragnetto rosso è favorita da precise condizioni climatiche. I climi che stimolano lo sviluppo e la diffusione di questo aracnide sono quelli caldi e secchi, caratterizzati da umidità assente e piogge piuttosto scarse. E’ proprio nei climi aridi che il ragnetto rosso è maggiormente diffuso La prevenzione per evitare le infezioni del ragnetto rosso è legata soprattutto alla questione dell’umidità: più essa sarà presente sulle piante e maggiori saranno le probabilità che il ragno non si diffonda. E’ quindi consigliabile incrementare le irrigazioni durante le giornate troppo calde e secche e bagnare frequentemente le foglie e i germogli Il ragnetto rosso non ama l’acqua e se la colonizzazione non è troppo estesa si può intervenire spruzzando acqua sulle parti della pianta attaccate dal parassita o lavandola per intero. Il metodo del lavaggio con acqua si presenta efficace nelle piante, ma serve ad eliminare gli esemplari adulti e non le uova, che si schiudono normalmente nella stagione calda. In commercio esistono prodotti acaricidi e insetticidi efficaci anche per gli aracnidi. Spesso, per eliminare il ragnetto rosso si usano insetticidi sistemici che, oltre a danneggiare la pianta e l’ambiente circostante, uccidono anche i potenziali predatori dell’acaro, mentre quest’ultimo sembra non subire alcun danno. Per essere sicuri di non sbagliare, meglio scegliere un acaridica perché gli insetticidi potrebbero rivelarsi inefficaci in quanto creati per combattere gli insetti e non gli acari. Tra gli acaricidi contro il ragnetto rosso si ricordano fenazaquin, etoxazolo, abamectina e spirodiclofen. I primi di due, da sperimentazioni effettuate, agiscono più velocemente eliminando però anche gli antagonisti dell’acaro. Gli altri due agiscono più lentamente, ma solo sulle specie di ragnetto rosso. Per combattere i ragnetti rossi che infestano le piante, si può usare anche un prodotto chiamato Floramite, a base di Bifenazate, sostanza biodegradabile. La sospensione va diluita in acqua e spruzzata su tutta la pianta. La frequenza è di due applicazioni a distanza di una settimana l’una dall’altra


SCOLITIDI

Gli Scolitidi sono piccoli insetti tipicamente xilofagi: di solito le piante colonizzate dagli Scolidi sono quelle già lievemente sofferenti sia per siccità, sia perchè defogliate, sia perchè vegetanti in località inadatte; non di rado, però, vengono invase anche piante vigorose. Come conseguenza dell'attacco le piante deperiscono, dai fori della corteccia esce rosura che cade ai piedi dell'albero, la corteccia si stacca a placche. Nel giro di alcuni anni le piante possono morire. Gli Scolitidi sono responsabili, oltre che a danni diretti, anche della trasmissione di malattie fungine da una pianta all'altra fungendo da vettori di spore; ad esempio lo Scolytus multistriatus è vettore sugli olmi della Grafiosi dell'olmo.In caso di attacco di Scolitidi in atto possiamo intervenire, con discreto successo, con il confidor o il rogor 40 Comunque conviene mantenere la pianta in buon vigore vegetativo per evitare la loro colonizzazione da parte di questi pericolosi xilofagi.

COCCINIGLIE
Le cocciniglie sono dei rincoti, come gli afidi; questi insetti perforano la lamina fogliare o dei fusti giovani e si nutrono della linfa in essi contentuta, ricca di zuccheri. I parassiti denominati volgarmente come cocciniglia sono molti, alcune decine, di dimensioni varie, dai pochi millimetri, al mezzo centimetro o più. In genere colonizzano in gran numero le parti giovani delle piante, i germogli e le foglie; esistono anche specie che infestano le radici, causando grave danno alle piante.. Le cocciniglie sono facilmente riconoscibili dagli altri insetti perchè tendono a ricoprirsi di sostanze cerose di protezione, costituendo un cappuccio a forma di piccolo scudo, rigido o gommoso a seconda delle specie. Tra le cocciniglie più diffuse ricordiamo Iceria, Saissetia (con scudetto esterno rigido, spesso di colore scuro), Ceroplastes (con forme adulte ricoperte da uno scudetto ceroso), Chloropulvinaria (o cocciniglia fioccosa), Pseudococcus e planococcus (cocciniglia farinosa).Le cocciniglie si diffondono sulle conifere, e su molte piante ornamentali; si sviluppano al meglio nelle fessure, negli anfratti e nei luoghi della chioma poco esposti alla luce, prediligono le piante che ricevono regolarmente concimi ad alto tenore di azoto, in luoghi con scarsa umidità e con scarsa ventilazione. Anche questi rincoti spesso vengono spostati sulle piante dalle formiche, che si nutrono di melata, talvolta la presenza di formiche sulle nostre piante può essere un campanello di allarme, che ci svela la presenza di parassiti in zone a noi non visibili.Se l'infestazione è di lieve entità è possibile debellare questo parassita asportandolo manualmente, avendo cura di disinfettare i fori lasciati dagli insetti con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool. Se l'infestazione dovesse essere massiccia è bene intervenire utilizzando dell'olio bianco, magari attivato con un piretroide o con malathion, per un'azione più efficace. Per un risultato ottimale è consigliabile trattare le piante con anticoccidici all'inizio della primavera oppure in autunno-inverno, in modo da riuscire a distruggere la gran parte delle uova, evitando di danneggiare gli insetti utili, poco presenti in questi periodi dell'anno

COSSIDI

Sono lepidotteri con larve ad abitudini xilofaghe:il rodilegno giallo(Zeuzera pyrina) il rodilegno rosso (Cossus Cossus). Il primo scava gallerie all’interno dei rami,il secondo per lo più a livello del tronco. La loro presenza si rileva dalla rasura che fuoriesce dai fori di uscita delle gallerie larvali.Il danno consiste in disseccamenti di rametti o anche dell’intera pianta se le gallerie sono localizzate sul tronco. Il controllo deve essere eseguito sulle larve mediante prodotti antitarlo( es Ildenal) da inserire nelle gallerie che devono essere sigillate con mastici. E’ inoltre possibile lesionare mortalmente le larve con un fil di ferro dolce che si fa risalire all’interno delle gallerie quando queste non sono troppo profonde.

AFIDI

Gli afidi sono insetti conosciuti come "pidocchi delle piante" che infestano quasi tutte le piante
Gli adulti, lunghi da uno a quattro millimetri, sono ricoperti da un sottile tegumento di colore giallo chiaro o verde, o grigio, o nero. Alcune forme sono alate per cui possono migrare da una pianta all'altra,
Hanno un apparato boccale perforante-succhiatore con il quale si nutrono della linfa delle piante;
La linfa di cui gli Acari si nutrono è ricchissima di zuccheri, il surplus viene espulso sotto forma di melata, imbrattando così i vegetali di gocce zuccherine. Si sviluppano così dei funghi saprofiti a micelio scuro, le cosiddette "fumaggini" che possono ostacolare l'attività fotosintetica della pianta.
La melata è una fonte di cibo per molti insetti, le formiche sono ghiottissime e questegirovaggando per la pianta trasportando i vari individui su teneri germogli. I fattori climatici che possono contenere le popolazioni di afidi sono la pioggia, il vento forte e le basse temperature. Sono infatti favorite dal caldo e da un ambiente secco.Gli afidi oltre a provocare danni diretti con la sottrazione della linfa e con l'emissione di saliva che provoca alterazioni fisiologiche, producono gravi danni indiretti in quanto sono capaci di trasmettere moltissimi virus nutrendosi di piante infette prima e passando poi a quelle sane.
Se rilevate un attacco nelle vostre piante, si può intervenire con aficidi specifici a base di Piretrine, Piretro naturale, Imidacloprid, Acetamiprid, Pirimicarb e diversi altri che trovate nei centri specializzati seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate nella confezione dell'antiparassitario
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andrea 55
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