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Come innaffiate le Vostre piante ?

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Come innaffiate le Vostre piante ?

Messaggio  bat il 25/9/2014, 12:54

Su di un altro forum mi è stato chiesto come innaffiavo le mie piante e desideravo condividere anche con Voi il mio modus operandi riguardo alle innaffiature, un aspetto della coltivazione apparentemente banale ma che al contrario considero se non il più importante sicuramente è tra le cose fondamentali.
Tenete presente che la mia famiglia coltiva piante da sempre ed io ho seguito la scia deviando poi in particolare sulle piante sommerse e negli ultimi 10 anni sui bonsai dove ho imparato quello che so principalmente sulla mia pelle perché Voi mi insegnate che quanto si apprende sui libri va poi messo in pratica e li viene il bello; “La teoria è quando sai tutto e non Ti viene niente, la pratica è quando Ti viene tutto e non sai il perché” !

Veniamo al dunque quello che principalmente ho appreso è che non esiste una regola fissa per quanto riguarda le innaffiature perché vi sono numerose variabili dettate dal :
1) tipo di essenza (un albero di Olneya tesota sicuramente necessiterà delle innaffiature differenti da un Salice o un Ontano nero in estate)
2) dal luogo geografico dove si vive ( addirittura c’è differenza se vivo all’interno dello stesso stabile ma ho un appartamento con giardino oppure un attico e se posiziono i vasi sulla terra oppure su di un pavimento)
3) dal tipo di substrato che viene utilizzato (sicuramente la presenza di terriccio universale e torba all’interno del substrato, dilazionerà di molto le innaffiature rispetto ad uno composto solo da materiali per così dire sassosi ed a granulometria maggiore
4) dall’esposizione delle nostre piante se al sole in penombra oppure all’ombra
5) se è piovuto e se si quanto

Ci sono poi altre variabili che influenzano l’innaffiatura come il tipo di acqua che viene utilizzata (io per esempio che vivo a Roma le cui acque hanno una durezza totale di 33 gradi ed una carbonatica di 20 con un PH intorno a 7,5 quindi non proprio ideale, sono costretto periodicamente a somministrare chelati di ferro, a decantare l’acqua delle innaffiature, a tagliarla con acqua ad osmosi quando somministro concimi, medicinali o prodotti di vario genere onde consentire una più rapida assimilazione ed evitare l’effetto tampone prodotto dai carbonati di calcio. Per talune essenze per esempio le acidofile, quando coltivavo le azalee sul mio balcone (premetto che abito all’ultimo piano di uno stabile di 4 ed ho a disposizione tutte le tipologie di esposizione) onde abbattere la durezza dell’acqua aggiungevo all’acqua lasciata a decantare un cucchiaio di aceto ogni cinque litri di acqua e pescavo solamente l’acqua fino a metà del recipiente in cui decantava gettando via la restante parte.
Quello che mi è stato poi insegnato è che quando si innaffia bisogna farlo in maniera consistente ed in più riprese in modo da essere sicuri di aver somministrato la giusta quantità di acqua in ogni anfratto del pane radicale, ma mi è stato anche insegnato ed ho verificato come dicevo a mie spese, che non è la quantità di acqua che a volte reca danno alla pianta, bensì la frequenza di somministrazione facendo sempre distinzione tra le essenze che dobbiamo innaffiare. Un Pino riceverà sicuramente acqua più di rado rispetto ad un Ontano nero che in estate va anche lasciato immerso in acqua.
C’è anche d distinguere in che periodo dell’anno ci troviamo; per esempio in estate in Sicilia anche se gli olivastri amano crogiolarsi al sole e non sono essenze che desiderano grandi quantità di acqua sicuramente vanno innaffiati quotidianamente perché lo faccio anche io che non vivo a quella latitudine.
Ora vi dico come mi regolo io con la frequenza delle innaffiature.
Adotto un sistema che ho sperimentato come dicevo sulla mia pelle dopo svariati insuccessi utilizzando piante cavia e che sul mio balcone funziona egregiamente. Utilizzo degli stecchini di legno da spiedino infilati nel terriccio fino in fondo e li controllo quotidianamente; quando la parte che è infilata nel terreno risulta asciutta al tatto, vuol dire che il substrato è asciutto fino in profondità è quello è il momento ideale per tornare ad innaffiare. Questa operazione però è anche seguita da un controllo visivo quotidiano delle mie piante; quando per esempio negli Aceri vedo che le foglie tendono un minimo a perdere turgore allora vuol dire che è il momento giusto per somministrare acqua indipendentemente dalla stagione in cui ci troviamo e questo vale anche per un Ligustro e per un Cotoneaster. Durante l’estate per esempio quando sarebbe condizione ideale ombreggiare diversi tipi delle nostre essenze ed innaffiare quotidianamente ed a volte anche due volte al giorno, i miei Aceri trovandosi in ombra non sono costretto ad innaffiarli quotidianamente ma a giorni alterni e tenete presente che sul mio terrazzo in pieno sole d’estate alle due di pomeriggio si raggiungono anche i 60 gradi. Condizione differente per Pini ed Olivastri che nonostante al contrario delle altre essenze li lascio al sole e sono essenze che abitualmente come dicevo richiedono meno quantità e frequenza di acqua, sono costretto per farli vegetare a dovere ad innaffiarli tutti i giorni. Il mio piccolo Prunus Mume ha passato l’estate in ombra ma nonostante tutto dovevo a volte dare acqua anche due volte al giorno come anche per la Sagerethia e le Lantane. Tenete però presente che nei miei vasi, se non per qualche raro caso, non c’è ombra di terriccio universale.
Spero che questo mio scritto non abbia annoiato e che possa essere utile almeno ai neofiti, desiderando solo far presente le mie esperienze dalle quali ho imparato molto di più che da fiumi di letteratura che ho letto al riguardo.
Marco
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Re: Come innaffiate le Vostre piante ?

Messaggio  bat il 25/9/2014, 15:56

A completamento di quanto sopra esposto inserisco un paio di foto per far capire cosa intendo con il sistema dello stecchino che però va sempre coadiuvato con un'attenta osservazione delle foglie.
Visto che ci sono poi faccio una ulteriore precisazione; come potete vedere dalle foto uso anche un altro accorgimento vale a dire un sottovaso ampio con un ulteriore sottovaso all'interno più piccolo di diametro ma più alto in modo che faccia da spessore e non permetta al vaso bonsai di toccare l'acqua presente nel sottovaso più ampio. Questa accortezza mi consente di dilazionare le innaffiature perché crea attorno alla pianta un cilindro di aria umida che viene assorbita dalla parte sottostante delle foglie.
Le piante poi rimangono sul sottovaso anche quando se ne vanno durante il periodo estivo in ombra.
Per finire tenete presente che a tutte le piante che ho rinvasato quest'anno ho miscelato nel substrato il Micoplants una miscela di Micorrize, Batteri e Trichoderma ed appena una spolverata di leonardite in polvere con ottimi risultati.

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Re: Come innaffiate le Vostre piante ?

Messaggio  bat il 26/9/2014, 09:58

Consentitemi un ultimo appunto ! I possesso di acquari di acqua dolce come me, possono utilizzare l'acqua che viene rimossa quando si effettuano i cambi parziali. E' una manna perché tenera, abitualmente la sua durezza totale sempre che non sono presenti i vasca dei ciclidi, non dovrebbe mai superare i 6 gradi con un PH intorno a 6-6,5 e possiede macro e microelementi per innaffiare le nostre piante fornendo tali elementi in quantità modeste ma costanti.
Perchè gettarla via ?
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Re: Come innaffiate le Vostre piante ?

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